Inside Out 2: Ansia è la cattiva della storia?

Nel secondo film della serie Inside Out ritroviamo la protagonista Riley ormai tredicenne, la quale inizia ad affacciarsi al periodo dell’adolescenza con tutti i cambiamenti che esso comporta. Cambiamenti che si delineano anche a livello emozionale con altre emozioni che si prendono il loro spazio e il loro quartier generale subisce una ristrutturazione importante, divenendo più complesso.

In seguito all’attivazione del segnale “pubertà”, le emozioni primarie (Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura) si trovano disorientate nella loro stessa casa e il loro effetto sulla consolle, grazie alla quale guidano la protagonista, non è più lo stesso. Basta un piccolo tocco di ciascuna di loro per scatenare una reazione esagerata nella ragazza.

Nel caos generale, arrivano anche nuove emozioni: Ansia, Invidia, Imbarazzo ed Ennui (più comunemente chiamata noia), con l’aggiunta di Nostalgia, che farà capolino ogni tanto. 

Le emozioni sono presentate molto bene nella loro specificità, ma in particolare ci si sofferma su Ansia, la quale prenderà il sopravvento rispetto alle altre, arrivando ad imbottigliare le emozioni primarie e facendo da guida per le altre.

Ma Ansia è la cattiva della storia? Cerchiamo di capirlo insieme. 

Tutte le emozioni sono importanti per noi. Nessuna esclusa. La distinzione che possiamo fare è tra quando sono adattive e quando sono disadattive.

Ansia spiega subito quale sia il suo compito: proteggere dalle insidie che non si vedono, compiendo previsioni su possibili scenari futuri (a differenza di Paura che invece protegge dalle insidie più visibili). Immaginare come potrebbero andare le cose è essenziale per quando dobbiamo perdere delle decisioni, ma in alcuni casi può divenire disfunzionale.

In Inside Out 2, Ansia sostiene la motivazione di Riley a rincorrere il sogno di entrare in una squadra di hockey, ma ad un certo punto esagererà imponendosi sulle altre emozioni, portando alla repressione di alcune di esse e alla perdita del loro essenziale contributo. Ad esempio, continuerà a sfornare scenari negativi sempre più catastrofici, senza nemmeno prendere in considerazione quelli positivi, comunque possibili, avendo allontanato Gioia dal quartier generale. 

(ATTENZIONE SPOILER) Questo raggiungerà il culmine durante il finale del film quando Ansia, cercando di avere da sola il controllo su tutto, arriverà al punto di perderlo, portando Riley ad avere un attacco di panico. 

In conclusione, Ansia non è un’emozione necessariamente negativa, lo dice lei stessa di volere il bene della protagonista, ma per poter essere funzionale ed adattiva necessita di essere gestita nel modo più opportuno e di trovare un equilibro con le altre. Infatti, Riley troverà di nuovo sé stessa quando tutte le emozioni decideranno di collaborare l’una con l’altra, raggiungendo un nuovo senso di sé, che includa quello che è ora e quello che è stata, comprendendo sia i ricordi positivi che quelli negativi.

Dott.ssa Michela Benigni